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vaniglia in pillole / quotes

Nov 16
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Oct 24
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È delle città come dei sogni: tutto l’immaginabile può essere sognato ma anche il sogno più inatteso è un rebus che nasconde un desiderio oppure il suo rovescio, una paura. Le città come i sogni sono costruite di desideri e di paure.
D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.

[ Italo Calvino - Le città invisibili ] 

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Sin da piccola ho sempre amato il giardino di casa mia. Non era particolarmente grande, ma in rapporto alle dimensioni della casa ricopriva una superficie abbastanza ampia.
Mia madre era appassionata di giardinaggio, così c’erano svariate piante dai frutti commestibili, pietre ornamentali disposte in forme complicate, e alberi che davano fiori in ogni stagione. Perciò il giardino aveva diverse facce.
E in quel piccolo mondo c’erano molti posti dove potevo sentirmi a mio agio. Il giardino mi era molto caro, e da bambina mi sedevo o mi stendevo direttamente per terra con tutti i vestiti. Poi, diventata grande, quando avevo il tempo di sedermi in giardino, portavo sempre con me una stuoia da mettere sotto e qualcosa da bere.

[ Banana Yoshimoto - Honeymoon ] 

Oct 23
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Sofia Amundsen stava tornando da scuola. Aveva percorso il primo tratto di strada insieme con Jorunn e aveva parlato di robot. Secondo Jorunn, il cervello degli esseri umani era paragonabile a un computer assai sofisticato: Sofia però non era molto d’accordo. Un uomo deve essere qualcosa di più di una semplice macchina. Si erano separate davanti al grande centro commerciale. Sofia abitava ai margini di un’ampia zona residenziale formata da villette e la strada che doveva fare per andare a scuola era due volte quella di Jorunn. La sua casa pareva trovarsi ai confini del mondo perché dietro il giardino non ce n’erano altre. In quel punto cominciava un fitto bosco.

[ Jostein Gaarder - Il mondo di Sofia ] 

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Now, what I want is, Facts. Teach these boys and girls nothing but Facts. Facts alone are wanted in life. Plant nothing else, and root out everything else. You can only form the minds of reasoning animals upon Facts: nothing else will ever be of any service to them. This is the principle on which I bring up my own children, and this is the principle on which I bring up these children. Stick to Facts, sir!”
The scene was a plain, bare, monotonous vault of a school-room, and the speaker’s square forefinger emphasized his observations by underscoring every sentence with a line on the schoolmaster’s sleeve. The emphasis was helped by the speaker’s square wall of a forehead, which had his eyebrows for its base, while his eyes found commodious cellarage in two dark caves, overshadowed by the wall.

[ Charles Dickens - Hard Times ]

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Alice: I’ve had nothing yet, so I can’t take more.
The Hatter: You mean you can’t take less; it’s very easy to take more than nothing.

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Amo la musica, ma sono stonata. Per le attività manuali sono negata, non so neanche piantare un chiodo. Il mio senso dell’orientameno è un disastro e confondo regolarmente destra e sinistra. Ho la tendenza, quando mi arrabbio, a fare a pezzi tutto quello che trovo. Dopo me ne pento. Ma sul momento non riesco assolutamente a controllarmi. [ Haruki Murakami - La ragazza dello sputnik ]

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Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina. Non importa dove si trova, com’è fatta: purché sia una cucina, un posto dove si fa da mangiare, io sto bene. Se possibile le preferisco funzionali e vissute. Magari con tantissimi strofinacci asciutti e puliti e le piastrelle bianche che scintillano. [ Banana Yoshimoto - Kitchen ]

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La gente si accorge solo di quando te ne vai; se resti non se ne accorgono. E’ come quando si sente davvero un ronzio continuo solo dopo che ha smesso. …per un secondo mi sentii i polmoni aprirsi di schianto e dare alla luce nuovi polmoni, puri come quelli di un neonato, e un nuovo cuore che veniva fuori da dietro il vecchio, nuove ossa, l’aria che mi staccava la pelle dalla schiena, mi sentii liscia e lucente come un animale che cambia pelle… [ Aimee Bender - Un segno invisibile e mio ]

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Non volevo fami fotografare, perché mi veniva da piangere. Non sapevo perché mi venisse da piangere, ma sapevo che se qualcuno mi avesse rivolto la parola o mi avesse guardata in faccia, le lacrime sarebbero sgorgate dagli occhi e i singhiozzi sarebbero esplosi dalla gola e io sarei andata avanti a piangere per una settimana. Ma le sentivo, le lacrime, pronte a traboccare come acqua in un bicchiere traballante e troppo pieno. [ Sylvia Plath - La campana di vetro ]

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Gli avvocati, i dottori, gli idraulici, erano loro che facevano tutti i soldi. Gli scrittori? Gli scrittori morivano di fame. Gli scrittori si suicidavano. Gli scrittori diventavano matti.
[ Hollywood, Hollywood! - Charles Bukowski ]